giovedì 13 marzo 2014

DISASTRI DEL NEOLIBERISMO IN EUROPA:

Immagine27 MILIONI DI DISOCCUPATI
E’ SUL “LAVORO” CHE SI GIOCA IL NOSTRO DESTINO.
Paola Morandin (Treviso) Cristina Quintavalla (Parma) Stefano Lugli (Modena)

Esperienze di lotta, analisi, proposteImmagine

con tre candidati della lista L’Altra Europa con Tsipras
alle elezioni europee del 25 maggio
Martedì 18 marzo ore 21.00Sala convegni Corale Verdi Parma, vicolo Asdente 1
http://www.listatsipras.eu/


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Il crimine dell’austerità e l’impunità dei vertici Ue

di Luciano Gallino, da Repubblica, 15 marzo 2014


A fine 2012 un gruppo di giornalisti e politici greci presentava alla Corte Penale Internazionale dell’Aja una denuncia per sospetti crimini contro l’umanità a carico del presidente della Commissione Europea (Barroso), della direttrice del Fmi (Lagarde), del presidente del Consiglio Europeo (Van Rompuy), nonché della Cancelliera Merkel e del suo ministro delle Finanze Schäuble. A sua volta un’attivista tedesca nel campo dei diritti umani, Sarah Luzia Hassel, appoggiava la denuncia con una documentatissima relazione circa le azioni compiute dalle citate istituzioni a danno sia della Grecia che di altri Paesi, europei e no.

Tutte azioni suscettibili di venir configurate addirittura come crimini contro l’umanità ai sensi dell’articolo 7 dello Statuto di Roma della Corte Penale dell’Aja. Si va dalla liquidazione della sanità pubblica alle politiche agricole che hanno affamato milioni di persone; dalla salvaguardia del sistema finanziario a danno dei cittadini ordinari alle ristrette élite che influenzano le decisioni delle istituzioni stesse, sino agli interventi nel campo del lavoro e della previdenza atti a ledere basilari diritti umani. Un altro documento ancora che accusa i vertici Ue di gravi forme d’illegalità, simili a quelle testé indicate ma senza etichettarle come crimini contro l’umanità, è stato pubblicato a fine 2013 dal Centro Studi di Politiche del Diritto Europeo di Brema, su richiesta della Camera del Lavoro di Vienna.

Per quanto è dato sapere i documenti citati sopra giacciono tuttora nei cassetti dei destinatari. Di recente sono però intervenuti fatti nuovi che potrebbero indurre qualche Ong o formazione politica a rilanciare le citate denunce. Si veda il rapporto uscito a fine febbraio su Lancet, numero uno delle riviste mediche, circa i danni che sta infliggendo alla popolazione la crisi della sanità in Grecia per via delle misure di austerità imposte dalle istituzioni Ue. Chi soffre di cancro non riesce più a procurarsi le medicine necessarie, divenute troppo costose. La quota di bambini a rischio povertà supera il 30 per cento. Sono ricomparse, dopo quarant’anni, malaria e tubercolosi. I suicidi sono aumentati del 45 per cento. Chi fa uso di droga non dispone più di siringhe sterili distribuite dal sistema sanitario, per cui utilizza più volte la stessa siringa. Risultato: i casi di infezione Hiv rilevati sono passati da 15 nel 2009 a 484 nel 2012.

Un secondo fatto nuovo è che l’Italia, insieme con Spagna, Portogallo e Irlanda, appare avviata sulla stessa strada della Grecia. Anche da noi i tempi di attesa per le visite specialistiche si sono allungati sovente di molti mesi perché i medici che vanno in pensione non sono rimpiazzati. Molti rinviano o rinunciano a visite mediche o esami clinici perché i ticket hanno subito forti aumenti e non riescono più a pagarli. Coloro che vanno in un laboratorio convenzionato si sentono dire che se scelgono la tariffa privata spendono meno del ticket. Molte famiglie non riescono più a mandare i bimbi all’asilo o alla scuola materna perché i posti sono stati ridotti, o la retta è aumentata al punto che non possono farvi fronte.

L’intera questione si può quindi riassumere in questo modo: le politiche di austerità, gli aggiustamenti strutturali, le privatizzazioni imposte agli Stati membri dai vertici Ue, ovvero dalla cosiddetta Troika (Bce, Fmi e Commissione) stanno infliggendo privazioni insostenibili a milioni di cittadini. Come si legge nel rapporto di Lancet, “se le politiche adottate avessero effettivamente migliorato l’economia, allora le conseguenze per la salute potrebbero essere un prezzo che val la pena di pagare. Per contro, i profondi tagli hanno avuto in realtà effetti economici negativi, come ha riconosciuto [perfino] il Fmi”. In Italia, non meno che in Grecia, Spagna, Portogallo, la disoccupazione e l’occupazione precaria hanno toccato livelli altissimi. Il Pil ha perso oltre 10 punti rispetto al 2007. La combinazione di micidiali indicatori, quali la deflazione, ossia una forte caduta del livello dei prezzi in molti settori, la domanda aggregata stagnante, più una crescita del Pil che nei prossimi anni continuerà a registrare tassi dell’1 per cento o meno, sta portando le rispettive economie, a cominciare dalla nostra, verso il disastro.

In altre parole, non soltanto i vertici Ue hanno dato prova, con le politiche economiche e sociali che hanno imposto, di una scandalosa indifferenza per le persone che vi erano soggette: dette politiche si sono pure dimostrate clamorosamente sbagliate. La questione presenta alcuni punti di contatto con la crisi finanziaria esplosa nel 2008. Allora diversi giuristi americani ed europei parlarono di “crimini economici contro l’umanità”, commessi dai dirigenti dei maggiori gruppi finanziari. Ma il caso odierno della Ue presenta una differenza abissale. Nel caso della crisi finanziaria gli attori erano soggetti privati. Nel caso della crisi europea si tratta dei massimi esponenti della dirigenza pubblica della Ue, cui è stato affidato l’oneroso impegno di presiedere ai destini di 450 milioni di persone ai tempi della crisi. Nello svolgere detto impegno essi hanno mostrato anzitutto una clamorosa incompetenza della gestione della crisi; hanno scelto di favorire gli interessi dei grandi gruppi finanziari andando contro agli interessi vitali delle popolazioni Ue; hanno dato largo ascolto alle maggiori élite europee, e in più di un caso ne fanno parte; hanno mostrato di non tenere in alcun conto le sorti delle persone cui si dirigevano le loro politiche. È mai possibile che non siano chiamate a rispondere per nulla delle illegalità non meno che degli errori che hanno commesso, e delle sofferenze che hanno causato con l’indifferenza se non addirittura il disprezzo dimostrato verso le popolazioni colpite?

Stando al documento di Brema, le violazioni dei diritti umani compiute dai vertici Ue, in spregio agli stessi trattati dell’Unione, potrebbero essere portate davanti a varie corti e istituzioni europee, nonché davanti a organizzazioni internazionali quali l’Onu e l’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Senza dimenticare che di crimini e illegalità della Ue parlano anche in modo sbrigativo i partiti nazionalisti, ma con una radicale differenza rispetto alle iniziative sopra citate: mediante tali accuse essi vogliono distruggere la Ue, mentre lo scopo dovrebbe essere quello di cacciare gli attuali dirigenti della Troika e sostituirli con altri, dopo aver proceduto a una approfondita revisione dei trattati europei. Mediante la quale si ribadisca sin dall’inizio che nel loro stesso interesse costitutivo, come scrivono i giuristi di Brema, le istituzioni europee debbono prendere sul serio le questioni sociali esistenziali delle cittadine e dei cittadini dell’Unione. Non esiste stato di eccezione che possa esentarle da tale dovere, come invece esse stanno facendo con le politiche di austerità.

venerdì 7 marzo 2014

TOMASO MONTANARI RISPONDE OK ALLA COMMISSIONE AUDIT: «PRONTO AD AIUTARE IL COMUNE DI PARMA PER LA TUTELA E L'USO CULTURALE DEL PATRIMONIO STORICO». E AGGIUNGE: «GRATIS»


Al Sindaco e all’Assessore alla Cultura del Comune di Parma,
a tutti i gruppi del Consiglio Comunale di Parma,
alla Commissione Cultura del Comune di Parma.

Tomaso Montanari, professore associato di Storia dell’arte moderna all’Università degli Studi Federico II di Napoli, specialista di Bernini e del Barocco, è oggi il massimo protagonista, insieme a Salvatore Settis, della battaglia per una politica pubblica del patrimonio artistico, paesaggistico e ambientale italiano, fedele al «progetto della Costituzione» che assegna al patrimonio storico un’alta funzione culturale e civile a pieno vantaggio democratico. Editorialista de Il Fatto Quotidiano, collaboratore del Corriere della Sera, è autore di un seguitissimo blog e di alcuni volumi esemplari dedicati a queste tematiche, in particolare A cosa serve Michelangelo? (Einaudi, 2011), Le pietre e il popolo (minimum fax, 2013), e Costituzione incompiuta: arte, paesaggio, ambiente (con S. Settis, A. Leone e P. Maddalena; Einaudi, 2013). È stato ascoltato consulente dell’uscente Ministro dei Beni Culturali, Massimo Bray, che lo ha pure nominato nel 2013 alla Commissione per la riforma dello stesso ministero e del sistema di tutela del patrimonio nazionale.
Il 6 febbraio 2014 il prof. Montanari ha tenuto a Parma una conferenza magistrale e molto partecipata su “Spazi pubblici e democrazia”, nell’ambito della Campagna contro la privatizzazione del patrimonio storico culturale parmense promossa dalla Commissione Audit di Parma per il debito pubblico. In quell’occasione la Commissione Audit, per offrire un contributo all’attuale Amministra­zione municipale in un settore delicato e difficile del governo cittadino, ha chiesto e ottenuto la piena disponibilità di Tomaso Montanari a prestarsi come consulente del Comune di Parma in materia di:
- tutela del patrimonio storico civico e di sua valorizzazione culturale, non commerciale, vale a dire per la salvaguardia monumentale e la programmazione di funzioni pubbliche idonee dei complessi storici di proprietà dei cittadini parmensi, quali l’Ospedale Vecchio, il monastero di S. Paolo, il Palazzo del Governatore, il Palazzetto Eucherio Sanvitale e altri.
- consultazioni pubbliche per la ricerca di soluzioni condivise, a norma di legge e a beneficio civile, sul futuro di tali complessi storici, che evitino i danni all’erario pubblico insiti nei progetti di privatizzazione, documentati in molti casi, compresi quelli parmensi dell’Ospedale Vecchio e del Palazzo del Governatore.
Il prof. Montanari ha dato la propria piena disponibilità e si è detto pronto a procurare pure la collaborazione di Salvatore Settis e di altre persone competenti, qualora occorresse. Ma ha tenuto a precisare che ciò avverrebbe a titolo gratuito, senza chiedere alcun compenso.
È l’occasione per l’attuale Giunta di rispettare la promessa elettorale del 2012 di voltare davvero pagina rispetto alle amministrazioni precedenti che, pedisseque imitatrici dell’invenzione del “Patrimonio dello Stato SpA” e delle cartolarizzazioni di monumenti e paesaggi storici volute dal ex-ministro Tremonti, hanno conferito il patrimonio antico del Comune parmense alla società Parma Infrastrutture SpA col compito di collocarlo sul mercato.
Vi è in realtà l’occasione, grazie a collaborazioni tanto competenti e autorevoli, di fare di Parma la città leader di una nuova politica del patrimonio storico pubblico redditizia culturalmente per l’intera comunità, in piena controtendenza a quella predatoria e speculativa perseguita dal 2002 in poi dai governi nazionali e da quelli locali.
È auspicabile che l’Assessore alla Cultura, il Consiglio Comunale e la Commissione Cultura decidano di avvantaggiarsene, che vogliano porre la questione all’ordine del giorno di una delle prossime sedute, sia in Commissione, sia in Consiglio, e che non omettano la risposta pubblica a questa pubblica proposta.

Parma, 7 marzo 2014
La Commissione Audit sul debito pubblico di Parma


lunedì 10 febbraio 2014

Palazzo Governatore, Audit: “Intervenga Soprintendenza”

di  (raffaele castagno)
Il Comitato chiede all’ente un passo indietro. Allegri: “Intervenga la Soprintendenza”. Il professor Montanari si offre come consulente gratuito. Spunta anche il nome di Settis
audit
Il Palazzo del Governatore deve restare pubblico e mantenere la sua funzione culturale. L’Audit insiste e torna a chiedere al Comune di abbandonare il suo progetto di affidare a privati lo storico edificio, rilevando come l’operazione non avrebbe neppure benefici economici per l’ente. E replica a Marco Bosi, il capogruppo M5S che aveva accusato di “gettare fango”. “Frasi che sanno di pressappochismo e irrilevanza culturale, solo un modo per non fornire risposte” ribatte Cristina Quintavalla.
“L’Amministrazione di fronte alle critiche assume atteggiamenti d’intolleranza e chiusura, difendiamo il preminente interesse pubblico”. Al riguardo l’Audit – nella conferenza stampa al circolo Arci Zerbini in piazzale Santa Caterina – annuncia che lo storico dell’arte Tommaso Montanari – già tra i firmatari della petizione di Liberacittadinanza in difesa del Palazzo – si è reso disponibile a titolo gratuito come consulente della Giunta per la tutela del patrimonio pubblico. Sarebbe pronto a dargli una mano anche una figura di primo piano come l’archeologo e storico dell’arte Salvatore Settis. La Commissione ha inoltre consegnato al Comune un dossier con tutte le sue proposte.
Il movimento con Fabrizio Tonelli contesta l’intera procedura messa in campo dal Comune, definendo “sui generis” la manifestazione d’interesse e rilevando come non porti benefici economici all’ente. “Nel documento ci sono pochissime condizioni, anzi le si richiedono ai soggetti interessati, ai quali viene domandato pure un piano economico finanziario, una procedura simile al project financing. Il Comune non ha fissato un canone di locazione, non ha indicato neppure i metri quadrati”.
Tonelli ha esaminato anche il documento di Buongiorno, evidenziando come non vi siano vantaggi per l’ente: “Ha proposto un affitto di 100mila euro, ma una serie di costi restano a carico del Comune, come quelli per gli allestimenti, vigilanza, assicurazioni. Secondo la visura catastale il Palazzo ha a disposizione 3.610 metri quadrati. In base ai prezzi di affitto dell’area abbiamo stimato un canone tra i 560 e i 600mila euro. Ciclosi nel 2012 per un solo piano ne aveva chiesti 200mila. Quale vantaggio porta la proposta Buongiorno? Senza dimenticare che in questo modo si vanificano tutti i soldi pubblici spesi per la ristrutturazione, almeno 10 milioni di euro a quanto ci risulta. Il Comune revochi il patrimonio culturale da Parma Infrastrutture e renda pubblici i costi di gestione del Palazzo. Il patrimonio storico è dei cittadini”.
Sul caso dice la sua anche l’avvocato Arrigo Allegri, che viste le mancate risposte del sindaco e dell’assessore alla Cultura a sue due missive, si è rivolto alla Soprintendenza, a cui chiede di prendere in mano la questione. E sul futuro del Palazzo del Governatore invita a organizzare una discussione pubblica. (raffaele castagno)

domenica 2 febbraio 2014

INCONTRO PUBBLICO CON TOMASO MONTANARI

 qui i video della conferenza: Tomaso Montanari a Parma su "Spazi pubblici e democrazia"
http://youtu.be/AJOgH1iO1iY

http://youtu.be/q8aYhOHj7rA


Per la campagna contro la privatizzazione del patrimonio storico culturale parmense
Commissione di Audit per l'inchiesta sul debito pubblico invita la cittadinanza a un INCONTRO E  CON  TOMASO MONTANARI
professore associato di storia dell’arte moderna Università degli Studi di Napoli Federico II
editorialista de Il Fatto Quotidiano
SU  «SPAZI PUBBLICI E DEMOCRAZIA»
Presentano: Davide Gasparotto e Fabrizio Tonelli
GIOVEDÌ 6 FEBBRAIO 2014 - ORE 18.00 - PARMA
Facoltà di Economia e Commercio - Aula Keynes Via J. Kennedy, 6